
fogli volanti, pareti in tessuto trasparente…
…se non si fosse in pandemia e in piena catastrofe climatica, potrebbe essere anche surreale.
2o giorno in Biennale – Giardini
29 maggio 2021 (? non potendo fare affidamento a quando ho postato su faccialibro, la data potrebbe essere non esatta, dipende dal fino a quando durava l’accredito stampa)
cedere ancora una volta al performare davanti ad una Kinect nella casualità di spettatori complici, nostro malgrado.non ricordo affatto la differenza tra i segni proposti. serve?zaino (niente più Freitag anche perché già inflazionato dai supposti bellocci nostrani), borsa ARTRIBUNE (recuperata su di una panchina per poterci mettere i vari gadget anche se piuttosto carenti) e camicia-non-più-bianca (vista la decostruzione da metterla sottovetro come incorniciata all’Arsenale), ma a righe, sono i dettagli nascosti.
postato su facebook il 29 maggio 2021
fogli volanti, come l’incertezza dei dati, accolgono dagli Spagnoli.’file’ saltati in aria per l’inutilità del salvataggio. ammiccante la confusione di informazioni e progetti inutili stampati.una Kinect a disposizione per una performance estemporanea per i passanti spettatori, troppo timidi per prendere l’azione anche se dispensatori di suggerimenti. il divertirsi è per entrambi anche se visto e rivisto, fatto e rifatto, portano dolciastro quasi nauseante. non si ha il tempo per rendersi conto di esserci caduti come pivelli perché la consistenza di alcuni fogli appesi al muro, non più volanti, tentano di dare una cornice alla metodologia per discernere l’incertezza.
(due segni: uno per fare infrazione ed entrare, l’altro è di non toccare. per un architetto il primo è il benvenuto, il secondo è tagliarsi le mani. voluto?… riuscito.)
i modellini non mancano e la presa in giro del pacchetto di fazzoletti di carta in esposizione, ben legati al supporto, aggiungono quel tanto di ironia che non guasta. pulirsi il naso per il troppo scolare di pretesa da architettite?troppo ordine per essere incerto anche se, decisamente, ammiccante. l’incerto resta declinazione concettuale.la passeggiata ai Giardini incomincia, però, col piede giusto.
postato su facebook il 29 maggio 2021
grafica aerea, difficile da rendere immagine fissa, quasi un ossimoro, nella fluidità del segno, è la concretezza di ciò che il significante fluttua. il piacere alla vista per lo studio grafico, si aggiunge a tutto ciò che la trasparenza crea nell’ammorbidire nitidezza e contorni di ciò che è estraneo.Olanda nel buono riconfermato.
postato su facebook il 30 maggio 2121
poi le madri (quelle sudamericane riconosciute senza sforzo) vicino all’uscita per il distanziamento personale e sociale. dovere fare i conti con il significato primordiale permette di sdoganare una caterva di significanti dell’antimisogenia. un po’ troppo sfilza di fotografie di parenti appesi al muro. delle piantine infilate dentro una parete, fuori dal costruito, alludono al diritto di godere del proprio orticello, anche per non essere continui fruitori di schiavitú per cui nessuno è innocente… nel civile Occidente.

prima dell’immersione grafica degli Olandesi, ci si ritrova nel villaggio belga per le bambole, ma senza bambole e neppure qualche silhouette di specie vivente. i giocattoli preferiti degli architetti hanno avuto bisogno di un intero padiglione, a mostrare quanto l’architettura si basi sulla certezza del costruire/costruito. in tempi di fisica quantistica, troppo indietro è il consumo di spazio e di energia sostenibile, compreso il vivere esclusivo da consumatori.la via d’uscita non c’è… o non l’ho trovata. (camminare a ritroso nel consumo di suolo dell’architettite.)
anche nell’urbanismo delle multispecie, la grafica fa da padrona. l’Olanda sciorina significati con segno puntuale. c’è cosa imparare. dall’aereo ai pixel, il segno cambia a sottolineare come il mezzo determina la differenza. nessuna finezza, almeno nell’immediato, di scritte piccole da guardare quasi con la lente di ingrandimento. questo è l’urlato della tecnologia che, però, riesce a non essere così invasiva rispetto allo spazio. anzi costringe a fermarsi per guardare.
postato su facebook il 30 maggio 2021
#biennalearchitettura2021


















































































































































































