
Hong Kong e KOHSTRA
il primo padiglione e uno fra gli ultimi pezzi dell’allestimento in Arsenale visitati il 1o giorno in Biennale architettura: così lontani e così vicini. il trait-d’union è il capitalismo patriarcale. (non mi sento così estranea.)
1o giorno di Biennale 2021 – Arsenale
26 maggio 2021
grafica diffusa consistente e segni da scuola presente.no improvvisazione.c’era una volta Hong Kong. nessun ombrello da nessuna parte per nascondersi. adesso resta la grafica ingabbiata del totalitarismo capitalista.
(nell’esercizio di scrittura, c’è la disciplina, che per il cinese non è molto lontano da imparare a disegnare. di-segno si tratta, appunto, di come riportare la rivoluzione degli ombrelli di Hong-Kong, al semplice segno a cui si appartiene. è desolante entrare nel padiglione di uno che avrebbe voluto essere stato democratico, che è invece solo appendice. non ricordo a cosa riferiscano i segni, ma niente di più lontano della città verticali – molto prima dell’autodecantato bosco di Boeri – che venivano presentate in questo spazio.)
(ricordo di maoismo? di chi è la terra? redistribuzione capitalista? ambiente?)
postato su facebook il 26 maggio 2021
l’incontro con COHSTRA (COHabitation STRAtegies), New York, Rotterdam, Ibiza.
(sfilza di titoli che passano a dimostrare la borsa del capitale patriarcale occidentale e la configurazione sociale di oligopolio, tecnocrazia ed i nuovi oligarchi bianchi dell’occidente con cui condiscono e fanno lievitare i propri interessi per mettere il carburante ed andare su Marte.)
gli indici di titoli di borsa di significanti lontani dalla finanza, ma molto vicini a femminismo e socialismo dell’altro secolo, nella premura di farne segno dominante, complice la scena irripetibile dell’Arsenale, mi inducono ad un altro inchino. non so se il ringraziamento deve andare all’incoronato, ma contro la caccia al numero di biglietti strappati e presenze accumulate ben poco si può.il tutto rischia di essere solo allestimento, quasi glamour. certamente manca il termine ‘rottamazione’, forse perché in inglese non esiste: esistono lingue più patriarcali e capitaliste di altre? coloniali certamente.
(il riferimento all’immaginario collettivo da incitare, di Slavoj Zizek, mi gratifica. il tentativo di raccoglierlo per H/C-Harbour-for-Cultures, sulla mappa del Porto Vecchio di Trieste, è testimoniato dal processo pubblicato sul logbook-catalogo, insieme a Trieste Contemporanea e transparadiso.)
(usare il termine ‘strategie’ inserisce il lodevole lavoro di COHSTRA, a piè pari, nell’economia di guerra.)

postato su facebook il 28 maggio 2021
#biennalearchitettura2021











































