
virtual reality
talmente reale da diventare manufatto.
18 ottobre 2019
faccialibro è l’unico strumento ancora valido (nonostante non si possa accedere al calendario del proprio diario condiviso, ma solo alle ‘memories’ quotidiane o con qualche fantomatico tag) contro i crash dell’i-Phone, per rivedere le proprie carellate virtuali. dopo aver perso la sua bancarella in piazza san Marco, mi sono consolata con i suoi segni lasciati (per nulla virtuali, ma pronti da essere ingoiati dal buco nero della rete) a 2 passi da Tonolo, dove non ho preso ed ho lasciato i bigne’; pane con l’uvetta finito da Rizzo: niente meravege, solo fumo rosa!
la cura della scelta del posto su cui benedire il muro che, se qualche santo lo proteggerà, non verrà asportato per non andare all’asta o nelle mostre replica, non autorizzate, sparse sui cammini di turisti fotocopia.
scorribanda per i padiglioni esterni, senza necessità di biglietto è diluire la mostra della biennale a prova di piedi e resistenza.
Azerbaijan e virtual reality.talmente palese da essere disarmante.Hegel, Freud, Deleuze e Neri accompagnano il noise.
dopo le molle al cervello, le mani che giocano a scacchi ed il lampadario mutante di data.

Montenegro e Ulisse.quelle cose che non rendono in immagini: evviva!la potenza di macigni è tangibile.schiacciano o si sollevano?
pubblicato su facebook il 18 ottobre 2019 sempre pre-pandemia. nel caso saltassero fuori altri post aggiungerò di seguito. la pandemia ha scompigliato non solo le carte, ma anche i post da recuperare.
per quanto riguarda la metodologia dell’ibrido, da fb-post a inserto per blog, il copy-paste degli scritti non mantiene l’andare a capo per le frasi ed annulla anche lo spazio dopo il punto. se nel trasferimento, come in questo caso, ci dovessero essere testi con lo spazio dopo il punto della fine di una frase, è perchè sono state apportate delle aggiunte. fa anche questo parte del rivedere la metodologia ibrida del ping-pong tra fb-post e blog.
come già accennato il non riuscire più ad accedere alle date del calendario del diario condiviso di facebook, usato in precedenza come archivio leggero, inserito in un certo giorno-mese-anno, insieme alle altre condivisioni, toglie la visione d’insieme dell’accadere, riducendo il tutto a sola memoria algoritmica.






































