demistificazione

azione di negare mito. I WOULD PREFER NOT TO bartlebiano viene in aiuto nel demistificare demistificazione personalmente ricorrente.due negazioni dovrebbero annullarsi, ma la resistenza a non concedersi tregua apre uno spazio sopra l’egemonia della mistificazione e della sua negazione. sottrazione per ridurre al minimo formale le differenze.liberare il tavolo per il prossimo castello di carte che l’ideologia costruisce e che la parola asseconda con religiosita’ e regole incatramate.il vuoto definisce la vita perche’ la realta’ non e’ tutto. quella parte di ‘no’ che impersona il vuoto dove nulla e’ scritto e non deve essere necessariamente scritto nonostante tutte le possibilita’ presenti, ma sempre nell’ideologia imposta.e’ il luogo dove si annida il palcoscenico per imbonitori e predicatori.e’ il luogo dove la psicanalisi affonda i suoi artigli per riportare sull’orlo del precipizio per imparare a stare in equilibrio tra realta’ quotidiana e vuoto salutare.non e’ il luogo della semplificazione, ma della complessita’, dove la creativita’ regna.

over60, rottamata (nella statistica dei 22 anni di matrimonio), disoccupata (nonostante da over50 tentati approcci poco fortunati con i garzoncelli del progettare e altri tentativi disparati di sorta con diplomi e master in cornice) e’ da una decina di anni che combatto con le marchiature dei ruoli, ai quali, fortunatamente, sempre allergica, per cui sufficientemente allenata per farne a meno.fatica costante nel reinventare un’immagine sociale da indossare e non farsi ingoiare dalla provincialita’ italiana asfissiante.piuttosto stufa del presenziare, sempre piu’ diluito, per finanze e noia, alle cerimonie diffuse da borghesia rimbambita assecondata da burocrazia asfittica.depressa a sufficienza per evitare gli assembramenti dei volti soliti che se la suonano e se la cantano per elargire l’operato di elemosina ricevuta e di supponenza autoreferenziale.la miriade di fattispecie, adesso, intasa anche il virtuale, quello che nel pre non era poi cosi’ presente e senza la capacita’ di aver imparato ad usare un linguaggio molto piu’ complesso del a-che-cosa-stai-pensando, perche’ pensiero richiederebbe. sufficientemente educata da non disturbarmi affatto il distanziamento sociale e quello dei due metri, ai quali bisognerebbe anche aggiungere un distanziamento da tastiera.”Non stare troppo vicino alle persone e lavarsi le mani e’ quello che mia madre mi ha insegnato.” (Valter Veltroni, e’ d’obbligo citarlo per la sua grande mistificazione dei democratici.)aggiungerei:”Non parlare a voce troppo alta perche’ e’ piu’ facile che sputi intorno a te.”per nulla impreparata al lockdown con due anni di coprifuoco fatti in adolescenza e senza il permesso di uscire da casa, di sera, al quale ho contravvenuto solo al primo anno di universita’. anticipatrice sui 500metri intorno a casa, con il raggio d’azione di ca. 1 km per gli spostamenti quotidiani, salvo restando la spesa a Sezana, due volte al mese, per sigarette, benzina, miele e radenska.di viaggi in aereo, dopo il Messico, neanche parlarne per non dovermi ritrovare le frotte di turisti che applaudivano all’atterraggio dell’aereo. sufficienti i turisti dello scempio di Venezia e della massificazione dell’obesita’ e della senilita’.proveniente da famiglia, fortunatamente, poco borghese nelle usanze da non dover rincorrere festeggiamenti ed evitare assembramenti inutili.di teatri e cinema, con tutte le seggioline in fila per i soldatini, la mia schiena mi ha dato il veto, borghesia e provincialita’ fanno il resto. qualche eccezione per qualche concerto, se seduta per terra, ancora meglio.imbrattata di cultura sperando di poter togliere provincialita’ di dosso, ma drogata da essa al pari di chi detiene potere. d’altronde la droga pesante e’ cio che crea perfetto vuoto artificiale.contrariata dal dovere essere tornata a cucinare la pasta, spesso bell’e che scaduta….e potrei continuare con le demistificazioni in atto da educazione, asticella abbassata e donna senza ruolo maschile attribuito.quelle migliori sono quelle che scuarciano il pensiero e portano felicita’ quando constato errore.troppo di me stessa, ma non ambisco a proiezione astrale, quella virtuale e’ piu’ che sufficiente.

boicottare (Olanda, Danimarca, Norvegia, di nuovo Austria, gia’ fatto, a suo tempo, con la Francia, Israele, Italia, Brasile, che, sembrerebbe avere avuto un buon padiglione alla Biennale arte, piuttosto difficile con la Cina, mentre la Merkel riesce sempre a spiazzare) e’ uno dei pochi strumenti offerti nell’identificare mistificazione ed imposizione per bieco tornaconto, ma e’ sempre e solo dominio di banche.e’ inutile raccontarsela conla solidarieta’, la generosita’ e la condivisione quando il socialismo e’ valido solo per banche ed affiliati.e’ inutile non capire che la famiglia e’ distorsione.e’ inutile proporre futuro quando non si ha presente.il presente negato e’ il vuoto dei troppi che lo riempiono, non con i giochi elettronici, ma con l’orrido che l’umano permette.non a caso in Africa il tempo e’ dilatato, piu’ lungo: e’ frammentato da quel vuoto salutare perche’ non e’ ancora completamente scritto dall’ideologia e da chi se ne serve per creare schiavitu’.ecco perche’ abbiamo deportato gli Africani come schiavi perche’ era troppo lungo mercificare il loro pensiero.ecco perche’ teniamo i non mercificabili nel campo di Moria, perche’ non sono pronti a bersi le nostre mistificazioni, ma neanche a continuare a prendersi le nostre bombe, compresi i bambini.oh, poveri bambini, che devono rimanere chiusi in casa!nessuna preoccupazione: ne beneficera’ la loro educazione piuttosto latitante.i maggiori beneficiari, pero’, saranno gli adolescenti… parola di lupetto!anzi, bo-betta, adolescente perenne.

…ma la piu’ grande demistificazione arriva con Michael Moore e la barzelletta dell’energia sostenibile nella giornata della terra (come se la terra avesse bisogno di una giornata in cui ricordarla!)non esiste.un pugno al cervello.dopo la farsa del riciclo, nonostante qualche esempio encomiabile, e’ la maschera dei grandi produttori di energia fossile per assicurarsi il dominio sul mercato e, preferibilmente, espandersi. spiegata la loro presenza nei teatrini come Davos, Ginevra, Svizzera sparsa e quanto vogliano bene alla terra ed a Greta.nulla di fatto.solo lo sforzo individuale a ridurre l’impatto sull’ambiente, piu’ o meno boicottando il proprio tenore di vita, portera’ quel centesimo di grado in meno per non avvicinarci ad ancora meno di 100 minuti, alla mezzanotte del doomsday.vorrei non dovere assistere all’estinzione umana e ci penserei 100 volte a filiare per l’imprudenza del volere tramandare geni, anche se geneticamente modificati.c’e’ voluto un virus per ridurre le emissioni nocive, comprese quelle finanziarie; ci vorranno turbine di vento per eliminare i castelli di carta che continueranno a ricomporsi sul tavolo.miti al vento per disperdere la tragedia dell’umanita’ occidentale a decidere su tutto e tutti.questo scrivere, iniziato per riciclare rottami con la complicita della benevolenza patriarcale faccialibrista, finira’ quando andare in analisi sara’ metodologia piu’ conveniente.mi mancano gia’ le strade deserte e la senescenza latitante, se non la mia.

#tenetevilanormalitĂ nonmenefaccionulla

postato su facebook aprile 26, 2020 https://www.facebook.com/betta.porro/posts/10218543842839729

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