celebrazioni in fiera

…o meglio in fieri nell’orda di giornate e memoria.

che i 700 anni di Dante si celebrino per i 1600 anni del compleanno della Serenissima è nel paradosso della lingua del vincitore.l’esilio è nello strapotere contemporaneo ed ha ben pochi testimonial celebri a sbandierarlo, mentre la pandemia risparmia lo scempio delle zecche turistiche.riaffiorata nostalgia baushiana che invade il palcoscenico della Fenice.azzerati i mercati serenissimi, azzerata l’anima commerciale, ma amplificato con tanti zeri lo spasmodico mercanteggiare dell’arte.

ieri, da uno dei buchi neri triestini, si aggiravano figuri sospetti con chiaro morbo di architettite, di cui uno con berretto giallo fluo . incrociati, nel pomeriggio, in uno dei bar di vicinanza, quando, a fine giornata, si concedevano uno spritz (rigorosamente con aperol o cinar). chiara la provenienza e chiara la mia inarrestabile curiosità, nonostante la mia allergia all’architettite. erano in missione per verificare le misure sulle piante.inevitabile il prurito a manifestare anche il mio morbo (anche se tenuto accuratamente a bada evitando agenti allergenici il più possibile). dei quattro, due iuavisti e, in mancanza di noccioline, via a snocciolare esami, professori e voti che, a loro erano serviti a qualcosa se collaboravano con uno di quelli che recupererà uno dei buchi neri.inevitabile il tu da me imposto.niente magistrale per uno dei due, invece l’unica donna presente, già in una di quelle misture, in mano ai sessantottini che hanno sfasciato storia ed urbanistica, si e’ ritrovata a fare una tesi, non di storia, con uno degli storici. domande con chi avessi fatto esami ed una strana ammirazione nei loro occhi perche’ nomi del firmamento iuavista, quello delle occupazioni studentesche virate al sonno della cultura del progettare.

“No con lui non l’ho fatto….Macche’ dico! l’ho fatto con la sua assistente… 28 perche’ sono cascata sul barocco napoletano. Ho rischiato il 30 che per un’anti-storica come me sarebbe stato inconcepibile.” “No, niente libretto strappato o calciato in aria il giorno della laurea: con quello che costava fare un esame (fatica, tempo, soldi) ci si guardava bene dal farlo. Anche il dottore-dottore sarebbe venuto da li’ a poco e fortunatamente me lo sono risparmiato.” Loro seduti, stanchi dopo una giornata di rilievi ed io in piedi a mo’ di maestrina: non mi ci ritrovavo proprio.Come al solito il cambio del pannolone che mi aspettava era la solita bomba d’acqua da buttare in aria. “Ah, quindi niente professione!” “Per fortuna lontana dall’architettite e dal suo fallico.”l’architetta mi ha appoggiato con un sorriso ironico e per un attimo i maschi si sono rimpiccioliti, quasi tagliati fuori imbarazzati. “D’altronde allo IUAV, oggi, si fanno arti performative!”una risata forte e compiacente di tutti ha invaso piazza Balkan.

il concerto di celebrazione della Fenice faceva acqua da ogni parte.acqua senza salsedine, spruzzata di noia, responsabile di imbrattamento post. meglio il merletto consumato di storia sorvolata. celebrazioni di per-niente-arte performativa.

postato su facebook il 25 marzo 2021. #postpandemia https://www.facebook.com/betta.porro/posts/10220958444323257

qui ed ora.

11 May 2021

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