
qui ed ora.

il qui e’ nelle quattro o piu’ mura domestiche.l’ora e’ sospesa.in tutto il con-temporaneo e’ la perdita di significato.la bulimia culturale offerta e’ la dietrologia di senso.i dilettanti a sbaragliare quel minimo di significanti che si riescono ad intravvedere negli esercizi di stile.la democratizzazione della cultura ne decreta la fine.forse culture va un po’ meglio, ma neanche tanto.e’ tutto e solo nel privato, perche’ il sociale si e’ sgretolato e non vi e’ piu’ decostruzione che tenga.saltano tutti quei punti di riferimento a cui faticosamente ci si appigliava per alimentare burocrazia e anche strade e piazze non possono piu’ accogliere il dissenso.crolla il con-temporaneo senza antitesi di definitivo.crolla l’illusione di liberta’ (se qualcuno ancora ce l’avesse avuta) e tutto il rifocillarsi di desideri indotti da una borghesia asfittica e prona al suo proprio confortevole.crolla la relazione nelle etichettature asfissianti di mercato e tutti i consiglieri di risma bassolocata.e’ tutto misurabile con la quantita’ di insegnanti di yoga e di dispendio di benessere in remoto che non hanno neppure la valenza didattica di una visita virtuale al museo.ancora tutti ad inseguire le categorie dello scorso millennio quando solo artigiani e contadini riescono ad avere ancora una valenza nel fattuale.non e’ tempo neanche di profeti.non e’ tempo perche’ il quantico non si sa da quale fessura faccia passare le onde magnetiche percepibili.il gatto non si sa se e’ vivo o morto e potrebbe essere entrambi.ah, si’ lo spirito!introvabile.nessun supermercato o farmacia ne sono provvisti, ma sugli scaffali ogni declinazione di igienizzante e spreco di prodotti per la decontaminazione di impurita’.ah, si’ la bellezza!quella che avrebbe dovuto salvare il mondo ed ha creato ogni sottoprodotto di dilettantismo, mentre le banche decidono il privilegio a cui attribuire valore. forse neanche troppo sbagliato l’affidarsi ad un metodo di valutazione se non fosse sempre e solo manifestazione di attribuzione di profitto.nessun mecenate a cantare di poverta’.nessuno strozzino a recitare di invisibili.ah, si’, l’invisibile!e’ la resa dei conti dell’aver ignorato ultimi ed invisibili.il capitale, pero’, riprendera’ piu’ forte di prima, perche’ la sua demistificazione non perverra’ in quanto virus endemico piu’ forte di ogni altro, ma nocivo come nessun altro.diffidenza e sospetto saranno i suoi compagni superstiti, a buon prezzo, mentre la fiducia sara’ riservata ai mercati che scommetteranno al rialzo delle caste elette.qualche dubbio anche sulla creativita’.meglio zappare la terra.mi sono riempita la bocca del qui ed ora da arrivare ad averne la nausea. in tempi non sospetti di bulimia culturale ho ibridato linguaggi per un altrove in cui Trieste e’ maestra, ma poco importa della mia aria fritta.nessun piu’ qui perche’ e’ altrove.nessun piu’ ora perche’ non e’ piu’ l’ora… neanche quella che volge al desio.restano gli esercizi di stile.resta la danza per non attribuirsi la corona.
#100minutestodoomsday #srotolandoilrotolofaccialibrista
postato su facebook il 6 aprile 2020 https://www.facebook.com/betta.porro/posts/10221029955070981
